Tema della settimana: SLOW DOWN, REST AND RESET

Non so se anche voi sentite l'aria cambiare, sentite quella frizzantina vibrazione che precede la primavera. Io ultimamente mi sento irrequieta, ho voglia di strafare ma allo stesso tempo non sento ancora le batterie cariche, le energie giuste per risvegliarmi e godere a pieno della primavera alle porte. Per questa ultima settimana di febbraio, infatti, sto percependo il bisogno di "prendere una pausa", e lo farò anche dalla teoria e dalla filosofia, proponendovi di rallentare e fermarvi. Il tema quindi sarà molto più soggettivo e unico per ognuno di noi.

Inizierei col riportare le parole di Lamberto Maffei, medico ed ex direttore dell'Istituto di neuroscienza del Cnr, tratte dal suo "Elogio della lentezza":


«Il desiderio di emulare le macchine rapide create da noi stessi, a differenza del cervello che invece è una macchina lenta, diventa fonte di angoscia e di frustrazione» - «La netta prevalenza del pensiero rapido, a partire da quello che esprimiamo attraverso l’uso degli strumenti digitali, può comportare soluzioni sbagliate, danni all’educazione e perfino al vivere civile».


Egli ci spiega che il cervello che regola i nostri comportamenti ci è stato donato proprio come una macchina lenta, che ha bisogno dei suoi tempi e di una sequenza nella sua azione. Noi invece facciamo il contrario, e viviamo nell’incubo della lentezza che associamo alla perdita di tempo, o peggio, a una menomazione fisica e mentale. Ed è proprio qui l'errore, perché, se ci pensate bene, fermarsi è fondamentale per permette alla calma di bilanciare l’esplosione di energia che scaturisce dal fare, dall’agire. È proprio in un momento di stop che avvengono i grandi cambiamenti.


Al giorno d'oggi, la lentezza viene quindi rivalutata come vera e propria terapia contro lo stress. Quando siamo sotto stress, si attiva la parte del sistema nervoso autonomo definito simpatico. Questa branca del sistema nervoso è associata con la reazione di attacco o fuga, una reazione neuronale fisiologica che si manifesta in risposta a un evento percepito come pericoloso per la propria incolumità o dei propri cari. In questo frangente vengono secretati gli ormoni dello stress, adrenalina e cortisolo che hanno un impatto diretto sul resto del sistema endocrino ma più in generale, sul resto del nostro corpo, invertendo il flusso del sangue, dagli organi vitali alla periferia, e riducendo l'intelligenza del sistema nervoso.

Un'attivazione del sistema nervoso simpatico "sana" permette di restare attenti in una situazione di concentrazione o quando parliamo in pubblico, ma nel momento in cui diventa cronica a causa dei continui input stressogeni, va a cristallizzare un cambiamento fisiologico che dovrebbe essere solo temporaneo.


Rallentare significa andare ad attivare il sistema nervoso parasimpatico, che controlla il riposo, la digestione e la riproduzione. E' la parte del nostro cervello che si attiva nello stato di cura e che permette al corpo di bilanciare la secrezione ormonale al fine di migliorare tra le altre cose il riposo, il nutrimento, la peristalsi e il piacere.


In un mondo in cui tutti corrono, come scrive lo scrittore Luis Sepùlveda, la lentezza e il riposo sono un comportamento di rottura, un gesto rivoluzionario. «E’ una nuova forma di resistenza, in un mondo dove tutto è troppo veloce. E dove il potere più grande è quello di decidere che cosa fare del proprio tempo».


In quali aree della tua vita senti di star rincorrendo qualcosa? Dove e quando ti puoi concedere di rallentare? Dove e quando hai bisogno di rallentare?

Esserne consapevoli è il primo passo verso un cambiamento radicale. Prenditi il tempo di osservare dall'esterno senza identificarti con la tua stessa vita e mi raccomando... senza giudizio e con il sorriso!


Buon viaggio!

Con amore,

Laura