Tema della settimana: PANCHA-MAHABHUTA: AKASHA - L'ETERE

Aggiornamento: feb 1

Iniziamo oggi un viaggio attraverso i cinque elementi dell'esistenza, i pancha-mahabhuta: etere, aria, fuoco, acqua, terra.

Secondo l'Ayurveda, l'intera manifestazione del creato risale al suono OM, una vibrazione energetica, sottile e vibrante che creò il primo elemento, Ākāśa.

Spesso tradotto come “vuoto”, Akasha in realtà non è affatto vuoto; la traduzione italiana più vicina al significato reale è quella di “etere” che, etimologicamente significa “radiante”, “ardente”, indicando così un senso di diffusione pervasiva.

L'etere è il più sottile e invisibile degli elementi, ma nonostante ciò, è presente tutt'attorno e dentro ogni singola cosa.

Dalla vibrazione, l'etere fu creato. I due sono strettamente connessi, tanto da diventare uno. E' tramite lo spazio infatti che possiamo percepire il suono. E' il suono che ci connette allo spazio. L'organo di senso collegato all'etere è l'udito tramite le orecchie. L'rogano di azione che ci permette di esprimere il suono nell'etere è la voce e quindi la gola. L'etere è spaziosità, il potenziale di manifestazione dei nostri sogni e della nostra intenzione.

Nel corpo è rappresentato dalle cavità e dallo spazio tra le cellule.

Dato che la Natura non è più considerata come formata da elementi separati, ma come una totalità dove la separazione, comunque percepita, deriva dal limite dei nostri sensi, anche noi stessi siamo parte integrante dello spazio che ci circonda e ci pervade.

Possiamo percepire il nostro potenziale di espansione, che va al di là del corpo fisico, che sembra contenerci e contrarci, l'etere permea ogni cosa e noi, come esso, siamo infiniti ed espansi nello spazio.


L’elemento Akasha è l’anello di congiunzione fra uno stato potenziale puramente energetico della materia, il Brahman e l’Ātman della tradizione vedica, e la materia stessa. Akasha offre il setting, lo sfondo affinché tutto avvenga.

Una particolare interpretazione di Rudolf Steiner, scienziato austriaco, vede Akasha come una sorta di biblioteca universale che riunisce tutte le conoscenze del mondo, grazie alla capacità ci contenere e collegare insieme ogni evento dello spazio e del tempo.


Per praticare questa connessione con l'elemento Etere, prova semplicemente a sederti in uno spazio sacro, a respirare profondamente e a percepire lo spazio che ti circonda. Lascia che questo stesso spazio ti pervada, diventa tutt'uno con esso e goditi questa sensazione di espansione e spaziosità.


Buon viaggio.

Con amore,


Laura