Navaratri: la Dea Durga e Kali

Durante le prossime tre settimane viaggeremo in India, dove ogni anno, in questo periodo, viene celebrata la festa di Navaratri, letteralmente "nove notti". Questa celebrazione è dedicata all'adorazione della Devi, o Shakti, la Madre divine, espressione femminile di Dio.

I festeggiamenti iniziano con l'arrivo della luna nuova del mese lunare di Ashvina (settembre-ottobre) e di protraggono per nove giorni, durante i quali vengono narrati i miti della Dea, raccolti in un ciclo di canti medievali il Devi Mahatmya.



Si narra che due fratelli demoni asura, Shumbha e Nishumbha, intrapresero un percorso lungo e intenso di austerità yogiche, al fine di ottenere in cambio un premio per i loro sforzi. Stando su una gamba in cinque fuochi, trattenendo il fiato per mille anni alla volta, i fratelli chiesero in cambio l'invincibilità. Brahma, il creatore, dovette quindi concedere loro che nessun uomo o Dio potesse sconfiggerli in battaglia. Ripeto, nessun uomo o Dio...

I due fratelli iniziarono quindi a creare caos e disordine, radunare esercizi per espellere le divinità dalle loro dimore, fino a conquistare il mondo intero. Nel frattempo, gli dei si riunirono per tramare una vendetta, senza successo.

Un giorno, un saggio amico fece visita a una divinità, rivelando la scappatoia contenuta nella garanzia di protezione dei fratelli: nessuno parlò di una dea.

Fu così che le divinità pregarono la Dea di manifestarsi e aiutarli, ammettendo il loro bisogno. Ecco che Durga apparve su un leone, con una forza inconfondibile, dolce e fiera, scura e brillante, con i capelli lunghi e lucenti e abiti che rivelavano e nascondevano la sua bellezza disarmante. Ella acconsentì e si portò sulla scena della battaglia. Tutti i demoni la bramarono, volevano a tutti i costi codesta fanciulla dal corpo sinuoso e attraente e gli occhi magnetici. Durga, però, cercava solamente i fratelli. I demoni si imposero e in men che non si dia, vennero annientati dalla forza brutale della Dea. Solo così i due fratelli si manifestarono davanti alla donna, seguiti dai loro eserciti. La battaglia diventò spietata.

All'improvviso, Durge emise un ruggito che squassò i cieli e dal suo corpo emerse un'armata di belle forme luminose, dee a cavalco di creature celestiali, tra cui Saraswati e Laksmi. Ormai i demoni non ebbero più scampo, ma prima di esalare l'ultimo respiro, riconobbero in Durga la Madre, provando così estasi e compassione. Ciò a dimostrazione che quando l'ego si dissolve, anche le anime più demoniache tornano a casa, nel cuore della madre.


Oltre a festeggiare l'energia femminile nella sua forma più completa e generica, navaratri celebra la triade delle Devi. I primi tre giorni sono dedicati all'aspetto più temibile di Durga, Kali, ovvero l'espressione divina di forza e potente energia capace di distruggere i demoni e donare forza e motivazione nella crescita spirituale.

Kali viene rappresentata come una donna giovane, dalla carnagione blu scuro, grandi occhi attraenti e capelli neri e folti. Nuda, fatta eccezione per una gonnella hawaiana di braccia mozzate, porta armi distruttive e mostra la lingua e un accenno di zanne. Nonostante la brutalità, è di una bellezza disarmante.


La dea ci insegna a trasformare l'ego, che ricerca il controllo sulle circostanze, il corpo e le persone, al fine di puntare alla performance ad ogni costo.

L'energia di Kali ci aiuta anche quando la volontà personale sembra bloccata da ostacoli inamovibili o quando si desidera imboccare una nuova direzione ma non si sa come fare. Durga, infatti, è il potere dietro il risveglio spirituale, quel processo che risveglia la nostra energia vitale più profonda, definita kundalini. Protegge la sadhana (pratica costante) dalle facili distrazioni e dai numerosi ostacoli. Questi tre giorni sono quindi un periodo di purificazione, per abbandonare tutto ciò che non è evolutivo e ritrovare quel fuoco interiore, la determinazione e la costanza che spronano a continuare ogni giorno.


Prenditi allora il tempo di ritrovare quell'energia femminile più feroce, capace di persistere nonostante le distrazioni, nonostante gli ostacoli. Ricontatta la parte più istintiva e primordiale per decidere che strada prendere e affidati.



Buon viaggio!


Con amore,

Laura